L’informatica oggi
La parola informatica ai più scatena brividi di terrore, ad altri fa brillare gli occhi, quelli che a me stanno più simpatici sono quelli che, al solo citare questo termine, preparano uno scranno su cui cominciare a pontificare nel bene, o nel male.
Come sanno i miei allievi invece per me l’informatica è semplicemente la disciplina più importante dei giorni nostri (insieme alla matematica, le scienze, la letteratura, la filosofia, l’arte, l’economia …..)
Ma perché è così importante? Ogni oggetto, attività, idea o pensiero della nostra vita può essere descritto o, meglio ancora, raccontato. Questo racconto può essere trasformato in una serie di informazioni interconnesse e ordinate. Un romanzo biografico, un saggio raccontano una storia così come il grafico di un fenomeno epidemiologico, una tabella statistica, un bilancio aziendale raccontano e rappresentano un fenomeno, un’organizzazione… Fin qui niente di rivoluzionario perché sono secoli ormai che la burocrazia, i contabili, gli scrittori, gli artisti ci descrivono oggetti, attività, idee o pensieri in modo impeccabile e creativo.
La “rivoluzione” dell’informatica è rappresentata dalla possibilità di gestire enormi quantità di informazioni, le informazioni sopra elencate, in tempi incredibilmente veloci.

Penso che non rimarrai stupito se ti dico che oggi, grazie alle tecnologie, puoi conservare l’universo dei libri a stampa all’interno di una chiavetta usb e che grazie a Internet puoi trasmettere tutti questi libri – in pochi secondi – a chiunque nel mondo. Le dimensioni di archiviazione e la possibilità di trasmettere ovunque informazioni sono caratteristiche che chiunque tra noi avrà sperimentato già decine di volte.
E’ forse meno immediato comprendere la portata “rivoluzionaria” dell’altra caratteristica: la velocità di calcolo delle tecnologie.
Un comune computer, o meglio il suo processore, è in grado di eseguire “alcuni” miliardi di operazioni elementari al secondo. Che siano 2, 4, 10 o miliardi di operazioni cambia ben poco, per questo motivo ho scritto “alcuni”. Permettimi questa poca precisione, ma resta il fatto che stiamo parlando di – miliardi – di – operazioni – al – secondo.
Se non fosse ancora chiaro, immagina che ognuno di noi, sappia eseguire una singola operazione al secondo. Io non so se riesco ad essere così veloce, però, visto che il computer esegue operazioni elementari, cioè sostanzialmente delle somme tra due valori, diciamo A + B, facciamo finta che tutti noi sapessimo fare questo tipo di calcoli in un secondo.
Sai di quante persone avremmo bisogno per poter fare – in un secondo – le stesse operazioni che fa un computer? Si hai pensato bene: tutti gli abitanti della nostra amatissima terra!! Solo per un singolo computer!!
Oggi intorno a noi abbiamo di miliardi di computer impegnati a fare calcoli, ma prima di spiegarti perché la velocità di calcolo rappresenti una rivoluzione voglio farti un esempio. Prendo come esempio il gioco degli scacchi perché per noi “umani” questo gioco appartiene alla categoria dei giochi complessi.
In realtà insegnare a un computer a vincere nel gioco degli scacchi è un compito semplicissimo: basta fornirgli correttamente le regole in cui ogni pezzo può muoversi sulla scacchiera, come ogni pezzo possa mangiarne un altro, e quali siano le situazioni in cui un contendente vince contro il suo avversario.
Con queste istruzioni…
- Sfruttando le proprie capacità di calcolo il computer può elencare – in pochissimi secondi – tutte le possibili combinazioni di sconfitta o vittoria
- Grazie alle sue capacità di memorizzazione può conservare tutti i possibili risultati
Ad ogni turno il computer, per effettuare la sua mossa, deve semplicemente scegliere di muovere quel pezzo per cui è massimo il numero di vittorie possibili.
Queste semplicissime regole garantisco al computer una altissima probabilità di vittoria perché confida nel fatto che il suo avversario non conosca tutte le possibili conseguenze delle sue mosse.
La velocità di calcolo, la capacità di memorizzazione e Internet, insieme, oggi rappresentano una rivoluzione perché, in modo inaspettato, ma molto concreto, queste caratteristiche hanno fornito una risposta alla domanda con cui si sono confrontati tanti ricercatori e studiosi:
il computer può simulare il pensiero e il comportamento umano?
Per rispondere a questa domanda, da almeno 30 anni, gli informatici stanno studiando il funzionamento del nostro cervello per riprodurne i meccanismi attraverso algoritmi o strutture dati. Questo ramo della ricerca si sta ancora sviluppando e potrebbe avere grandi risultati scientifici e riscontri pratici in futuro. Ma per ora la scienza ha consolidato unicamente la consapevolezza di dove e come il nostro cervello conservi le informazioni che acquisiamo attraverso i nostri sensi, ma non gli è chiaro come nascano le idee o si scatenino i pensieri.
Dall’altra parte, quasi in silenzio, e soprattutto grazie ai nostri comportamenti nell’utilizzo dei motori di ricerca e delle piattaforme social, abbiamo messo a disposizione delle grandi multinazionali delle tecnologie trilioni di miliardi di informazioni sulle nostre preferenze e comportamenti. E, grazie allo sfruttamento della incredibile velocità di calcolo, queste grandi multinazionali hanno aperto una grande partita di scacchi in cui il computer – o meglio chi lo gestisce – può decidere cosa dobbiamo acquistare, quale partito sia meglio votare, dove andare in vacanza, quale partner dobbiamo scegliere, quale film guardare, la dieta da seguire, ….

«L’intelligenza artificiale (o IA, dalle iniziali delle due parole, in italiano[1]) è una disciplina appartenente all’informatica che studia i fondamenti teorici, le metodologie e le tecniche che consentono la progettazione di sistemi hardware e sistemi di programmi software capaci di fornire all’elaboratore elettronico prestazioni che, a un osservatore comune, sembrerebbero essere di pertinenza esclusiva dell’intelligenza umana.» (Wikipedia)
Vedi anche: Big Data e Data Analytics




















